Gestione del lutto

Il lutto non è un evento psico-patologico, ma ha un ruolo importante nell’insorgenza di molti disturbi, poiché è un evento traumatico.

Quando parliamo di dolore del lutto dobbiamo pensare ad un lungo processo dato dai cambiamenti che si devono affrontare quando muore una persona cara. La morte di una persona cara segna una netta distinzione tra la vita prima dell’evento e la vita dopo. Niente è più come prima. Rappresenta un evento che può generare un periodo di vulnerabilità e difficoltà a più livelli.

Pensiamo alle ripercussioni che può avere sulla coppia e sull’individuo una perdita perinatale, o quelle improvvise avvenute per un suicidio, incidente o a seguito di una malattia terminale. A volte l’elaborazione del lutto può rimanere bloccato e cristallizzare intere famiglie per anni; si possono riscontrare anche gli effetti di un lutto non elaborato sulle generazioni future. La sensazione che alcuni provano è che la persona amata sia venuta a mancare da poco, conservano nella mente tutti i dettagli di quel giorno nelle morti improvvise, oppure molte immagini legate alla malattia. Spesso sono trascorsi tantissimi anni.
Il modo in cui si riesce a superare questo momento doloroso della vita, può influenzare il futuro di tutto il nucleo familiare e delle generazioni future.

 

Se è un bambino a perdere una figura di riferimento, dobbiamo considerare che questo avrà delle ripercussioni sulla sua salute psico-fisica anche nel futuro. I lutti avvenuti nell’infanzia rientrano in quelle esperienze sfavorevoli infantili, note come ACE, Adverse Childhood Experiences, (Anda et al., 2002, 2006) che risultano associate al 44% della psicopatologia che si presenta nello sviluppo e al 30% di quella che si manifesta in età adulta (Lanius et al, 2010).

Secondo gli studiosi (Rando, 1993) gli elementi che più frequentemente contribuiscono al lutto complicato sono:

  • morti improvvise o violente o casuali (incidenti, omicidi, suicidi, catastrofi, ecc.)
  • morti dopo malattie croniche lunghe che creano molteplici stress,
  • morti che i sopravvissuti percepiscono come evitabili, per esempio quelle legate a negligenza, trascuratezza ecc.

 

Il mio intervento in questi casi è volto a: sostenere le persone in lutto, aiutare i genitori nella comunicazione del lutto ai propri figli, gestire quello che viene definito lutto complicato. Questo previene dal rischio a lungo termine di insorgenza dei disturbi psicopatologici.

Bibliografia

Anda R.F., Felitti V.J. Bremner J.D., Walker J.D., Withfield C.L., Perry B.D., Dube S.R., Giles W.H., 2006. The enduring effects of abuse and related adverse experiences in childhood. Eur Arch Psiychiatry Clin Neurosci 256, 3, 174-186.

Anda R.F., Withfield C.L., Felitti V.J., Chapman D., Edwards V.J., Dube S.R., Williamson D.F. 2002. Adverse Childhood Experiences, Alcoholic Parents, and Later Risk of Alcoholism and Depression. Psychiatric Services 53, 1001-1007.

Onofri A., La Rosa C., 2015. Il lutto. Psicoterapia cognitivo-evoluzionista e EMDR.  Giovanni Fioriti Editore S-r.l.

Rando T.A., 1993. Treatment of complicated mourning. Research Press, Champaign, Illinois.

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